Nel Novembre del 1997 nasce il centro In-Presa. Un luogo, chiamato In-Presa perché “qui i ragazzi vengono aiutati prendendoli, uno qui si deve sentire preso, accompagnato. Nel casino della sua vita deve sapere che c’è un luogo che lo prende e lo riprende ogni volta che torna”, affermava Emilia Vergani, assistente sociale che fondò l'opera educativa. Il progetto In-Presa accoglieva i giovani in situazioni di disagio sociale, scolastico e famigliare per sostenerli nel terminare la scuola dell'obbligo, orientarli al mondo del lavoro e comunicare il valore positivo della realtà.
Tutto ebbe inizio all’interno di un vecchio ristorante, dove Emilia Vergani fece mettere una cucina e un divano per creare un ambiente famigliare, e si partì con 8 ragazzi. Durante la mattina i ragazzi si recavano al lavoro per poi raggiungere il centro per condividere il pranzo con gli educatori, gli amici e talvolta gli imprenditori. Poi c’era lo studio pomeridiano guidato da insegnanti e alle cinque del pomeriggio ci si fermava tutti per il rito del tè attorno al tavolo nero: in quel semplice gesto c’era tutto quello che aiutava i ragazzi a sentirsi presi. Inoltre, una volta alla settimana si svolgeva il momento del cosiddetto raggio, un dialogo di riflessione critica sull’esperienza attorno a un tema su cui ognuno era chiamato a confrontarsi. In seguito, Emilia mossa dal desiderio che “questi ragazzi meritano di più. C’è da fargli provare di più della bellezza della vita” individuò la necessità di ampliare la proposta e offrire un luogo di accoglienza oltre l'orario di chiusura del centro. Così nel 1998 viene fondato il Circolo, un centro di aggregazione serale per vivere una dimensione di amicizia, anche con altri ragazzi e amici più grandi.
Oggi la Cooperativa Sociale In-Presa ha sviluppato diverse proposte educative: i corsi di formazione, l'accompagnamento al lavoro, i percorsi per fronteggiare la dispersione scolastica, le proposte dedicate ai minori più fragili autori di reato e uno spazio dedicato all'aggregazione dei giovani, per offrire una strada a più di seicento ragazzi affinché nessuno si perda.










